Archive for gennaio 2013

h1

06) Right Now (Herbie Mann / Mel Tormè) by The Creatures

26 gennaio 2013

Avere almeno 25 dischi a tuo nome tra i 200 più venduti di Billboard e rimanere sconosciuto al grande pubblico è davvero un paradosso inspiegabile. Eppure il nome di Herbie Mann compare in almeno 500 produzioni (100 delle quali interamente a suo nome), nelle più svariate mansioni (autore, session man, ospite e chi più ne ha più ne metta); stakanovista sempre pronto a saltabeccare con puntiglio tra generi e stili, abbattendo paletti e scardinando metodologie acquisite.

Uomo inafferrabile Mann, soprattutto nella sua opera musicale e per forse proprio per questo ostracizzato alquanto e tenuto ai margini dei giri che contano a causa della scarsità di punti di riferimento disseminati in 8 lustri di carriera. Furono soprattutto i puristi del jazz ad etichettarlo come parìa, sempre pronti a disquisire – arroccati sulle proprie posizioni – dall’alto dei loro lupetti neri e gli occhiali finemente intarsiati. Herbie Mann invece era uomo che razziava la musica senza osservarne i codici, prendendo alla lettera quel famoso assioma Zappiano che recita: ‘Quando tutti zigano, tu zaga’.

Read the rest of this entry ?

Annunci
h1

07) I Only Want To Be With You (Dusty Springfield) by The Tourists

6 gennaio 2013

Piuttosto di fare come l’asino di Buridano, morto di fame perchè indeciso quale scegliere tra due balle di fieno perfettamente uguali, preferisco crepare di indigestione spazzolando l’intero piatto, che è sempre meglio un rimorso di un rimpianto. E dunque: mi permettete – una tantum – due versioni della stessa canzone? Mi permettete di oscillare tra il bubblegum pop dei Tourists (che, a rigor d’archivista, metto nell’indice) e la brillantissima (a suo modo) ma triste cometa Bay City Rollers?

Due belle storie per due cover quasi identiche ed incise a pochissimi anni di distanza l’una dall’altra. Versioni didattiche, quasi pedisseque del planetario hit portato al successo nel 1963 da Dusty Springfield; quel refrain sbarazzino ed agrodolce che ha visto rincorrersi negli anni centinaia di tentativi di rilettura (e come dimenticare l’italico cinguettare dei Les Surfs titolato ‘E adesso te ne puoi andar’?), mai così fortunati come la primeva incisione.

La classica canzone pop stupra classifiche, che rappresentò il vero debutto della signorina Mary Isabel Catherine Bernadette O’Brien, in arte Dusty Springfield. Se l’Italia ha avuto Mina e la Francia Dalida allora la piccola Mary è stata un fenomeno di costume anglosassone paragonabile alle due superstar appena accennate.

Read the rest of this entry ?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: