Archive for novembre 2012

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09) It’s My Party (Lesley Gore) by Dave Stewart & Barbara Gaskin

22 novembre 2012

C’era una sirena nera, quella sera d’agosto del 1993 a Stoccarda, era la più bella, la più nobile e la più veloce. Era anche la sirena più umbratile, poco incline ai sorrisi e alle pagliacciate eccentriche di tantissimi velocisti, l’eterna favorita che cadeva spesso in prossimità di medaglia e che per questo strappava un applauso in più.

Se Grace Jones è stata la tigrata dea delle piste da ballo, Marlene Ottey fu il vellutato ghepardo di quelle in tartan. La donna più decorata nella storia dell’atletica leggera: record assoluto di medaglie mondiali (quattordici: 3 ori, 4 argenti, 7 bronzi) e olimpiche (otto: 3 argenti e 5 bronzi). La sinuosa sirena che quella sera a Stoccarda tutti davano per vincente, sebbene avesse già 33 anni, un’età che per i velocisti significa residence per anziani, muscoli induriti come il cuoio e acciacchi.

Marlene era lì, bella come sempre ma con il volto tirato, sapeva che avrebbe dovuto vedersela ancora una volta con Gail Devers, una meno bella e meno sinuosa, ma spesso più veloce. E non aveva nessuna intenzione di fare ancora una volta la fine che sembrava le fosse stata imposta come un fardello da un destino melmoso, ovvero di essere l’eterna seconda, la speranza più brillante, l’onda più spumeggiante che si infrange malamente sugli scogli.

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10) Frosty The Snowman (Gene Autry And The Cass Country Boys) by The Cocteau Twins

11 novembre 2012

C’è solo una persona che è riuscita nella pantagruelica impresa di avere tutte e 5 le stelle dell’Hollywood Walk Of Fame ovvero quel leggendario percorso dove sono incastonate oltre 2000 corpi celesti recanti il nome delle celebrità contraddistintesi per il loro contributo all’industria dello spettacolo. Formata da una lunga arteria divisa in due tronconi (Hollywood Boulevard e Vine Street) la Walk of Fame fu creata nel 1958 con l’intento di immortalare ai posteri un tributo agli artisti che avevano contribuito ad innalzare lo star system comunemente inteso. 5 le categorie rappresentate: cinema, radio, televisione, teatro e musica.

Ogni ‘nome’ è composto da una piastrella color carbone nella quale è incastonata una stella a cinque punte rosa, bordata di bronzo. E’ proprio all’interno di questa stella che viene inciso il nome dell’artista e – subito sotto – un simbolo (sempre in bronzo), che indica la categoria per cui è stata ricevuta la stella. Ecco allora la cinepresa per i riconoscimenti acquisiti nell’industria cinematografica, un televisore per il suo contraltare su piccolo schermo, un microfono per premiare gli artisti della radio, delle maschere per rappresentare il teatro e un grammofono a significare l’industria discografica.

Solo 4 stelle esulano da queste iconografiche figure, e sono le piastrelle a forma di luna piena che commemorano i tre astronauti dell’Apollo 11 (Neil Armstrong, Michael Collins, Buzz Aldrin) e l’intero team della NASA. Il resto è tutto uno scintillìo di nomi illustri, icone leggendarie, eccentricità e qualche curiosità (Rin Tin Tin, Topolino, Kermit, Godzilla).

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