Archive for ottobre 2012

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30 – 11 REKAPITULACIJA

26 ottobre 2012

30) Into The Groove (Madonna) by Ciccone Youth
29) Respect (Otis Redding) by Aretha Franklin
28) Babylon’s Burning (The Ruts) by Zion Train
27) Ticket To Tide (The Beatles) by Asylum Party
26) Oliver’s Army (Elvis Costello) by Blur
25) These Boots Are Made For Walking (Nancy Sinatra) by B.E.F. & Paula Yates
24) Set The Controls For The Heart Of The Sun (Pink Floyd) by The Sunkings
23) Kicks (Paul Revere And The Raiders) by Naz Nomads & The Nightmares
22) Black Angel’s Death Song (Velvet Underground) by Clock DVA
21) Les Amants d’Un Jour (Edith Piaf) by Herbert Pagani
20) Who By Fire (Leonard Cohen) by Coil
19) Alabama Song (Kurt Weill) by Artery
18) Our Lips Are Sealed (The Go-Go’s) by Fun Boy Three
17) 2.000 Light Years From Home (The Rolling Stones) by The Danse Society
16) Song To The Siren (Tim Buckley) by This Mortal Coil
15) Kites (Simon Dupree & The Big Sound) by 39 Lyon Street
14) She’s A Rainbow (The Rolling Stones) by World Of Twist
13) The Snake (Al Wilson) by Dodgy
12) Strawberry Fields Forever (The Beatles) by Candy Flip
11) Gloomy Sunday (Billie Holiday) by The Associates

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11) Gloomy Sunday (Billie Holiday) by The Associates

8 ottobre 2012

A pensarci, non sono poche le canzoni che hanno omaggiato il sacro giorno dedicato al riposo, e per ogni Blue Monday o Ruby Tuesday c’è sempre Una Domenica Bestiale a contraltare. Parecchi artisti hanno estirpato il significato e il valore della Domenica, donandoci una visione corrotta o soltanto diversa di quelle ore dedicate all’ozio. La Sunday Morning dei Velvet Underground (e dei, vabbè, Maroon5) è sicuramente la prima a tornare in mente; così come la sanguinosa domenica degli U2.

Ma anche Everyday Is Like Sunday di Morrissey, Sunday Morning Call degli Oasis, Black Sunday dei Cypress Hill; la Loving You Sunday Morning degli Scorpions, Lazing On A Sunday Afternoon dei Queen, Sunday dei Sonic Youth, Blue Sunday dei Doors, Lazy Sunday Afternoon degli Small Faces, giusto per citare le prime.

Ma è una e una soltanto la madre di tutte le canzoni dedicate al Settimo Giorno, ed è il capolavoro cantato da Billie Holiday sul quale sono state edificate ziqqurat di cupe leggende e che dovrebbe essere patrimonio comune di ogni abitante del pianeta. Così non fosse immagino che uno straccio di storia la pretendiate, vero? Sia.

Gloomy Sunday (titolo originale Szomorú Vasárnap) è una canzone del 1933, scritta dall’ungherese László Jávor e musicata da Rezső Seress, una cupa e deprimente marcetta funebre nata durante una triste domenica parigina nella quale Seress si isolò per musicare il suo stato d’animo, abbattuto dalle incomprensioni con la sua compagna e dalla frustrazione di non riuscire a sfondare nel mondo della musica. E sulle tristi note di Seress, Làszlò Jàvor scrisse un plumbeo testo inneggiante al suicidio. E’ una canzone che parla dell’inutilità di vivere in assenza della persona amata, dove armonia e vocalità si sposano alla perfezione in un abisso di disperazione che si imprime nell’ascoltatore.

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