Archive for luglio 2012

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17) 2.000 Light Years From Home (The Rolling Stones) by The Danse Society

27 luglio 2012

Avevo soltanto un desiderio, nel 1984: vedere dal vivo i Danse Society. E quanto mi morsicai gomiti, mani e caviglie quando finalmente scesero in Italia per un veloce tour promozionale ed io non riuscii ad essere presente sotto quel palco che mi immaginavo infuocato. Avessi saputo – come appresi anni dopo grazie a quel male necessario chiamato rete e a qualche testimone oculare d’epoca – quanto scarsi e incapaci fossero nelle loro scorribande dal vivo, non mi sarei mordicchiato le membra per due decenni ripensando all’ennesima occasione perduta.

Avrei vissuto molto più sereno, senza guadagnarmi l’inferno con anni di bestemmie causate da quello che – pensavo – fosse un mancato appuntamento con la storia. Perché io, dal basso della mia adolescenza piena di grattacapi e infatuazioni, di ingenuità e voglia di apprendere, ero profondamente convinto che quel disco fosse la storia. O perlomeno la parte di essa alla quale mi fosse consentito presenziare.

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18) Our Lips Are Sealed (The Go-Go’s) by Fun Boy Three

15 luglio 2012

Lo ammetto, è un azzardo, un bluff. Sto barando, e per farlo devo parafrasare Duchamp: questa non è una cover.

Però non si poteva escludere – dopo tutte queste pagine – Terry Hall (tanto più dopo aver inserito Ian Broudie, il suo contraltare). Terry Hall dunque, il bianco col sangue più nero d’Inghilterra, forse uno dei 3 o 4 talentuosi canzonettari (sia preso nella miglior accezione possibile del termine) sfornati dal pop britannico nella prima metà degli anni ottanta. Una faccia da ultimo banco, il finto tonto con lampi di genio, lo stralunato più in gamba durante la gita scolastica. L’uomo che ha posato la sua ugola sugli Specials, una delle pochissime e reali glorie d’Inghilterra.

Di quella multirazziale confraternita saprete già tutto, saprete di Ghost Town e della sua importanza politica (equiparabile a God Save The Queen nel mio – ma non solo mio – Pantheon privato); saprete della 2Tone, etichetta fortemente voluta dalla band ed in particolare dal loro leader Jerry Dammers; saprete di come quella congrega rappresentò una reale via di fuga per un’intera generazione, stritolata da pressanti problemi; saprete anche come finì quella meravigliosa storia, in un maelstrom di incertezze, dissapori e diaspore.

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