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49) Shipbuilding (Elvis Costello) by Robert Wyatt

17 settembre 2011

Ne vale la pena? Un nuovo cappotto per l’inverno, e scarpe per la moglie. E una nuova bicicletta per il compleanno del bambino. E’ solo una voce messa in giro in città dalle donne e dai bambini. Presto costruiremo navi. Te lo chiedo. Il ragazzo ha detto ‘papà, dovrò partire in missione, ma tornerò per Natale’. E’ solo una voce messa in giro in città, ma c’è chi dice che qualcuno è stato informato affinchè dicesse che ci sono persone che vengono uccise a causa del nostro costruire navi. Con tutta la buona volontà, perché tuffarci per salvare la nostra vita, quando potremmo tuffarci per raccogliere perle? E’ solo una voce messa in giro in città, un telegramma o una cartolina. Entro poche settimane riapriremo i cantieri, chiamando a raccolta i nostri fratelli. Una volta ancora, perché non sappiamo fare altro. Costruiremo navi. Perché tuffarci per salvare la nostra vita, quando potremmo tuffarci per raccogliere perle?

Di questo parla Shipbuilding, del tragico paradosso che può innescare una guerra (nel particolare, quella delle Falklands) con la sua fittizia nuova economia regalata come obolo ad alcuni ceti sociali. La contraddizione di una prosperità che avrebbe potuto portare – in quegli anni erosi dal malessere Thatcheriano – nuovi posti di lavoro nelle tradizionali aree navali del Nord Est della Gran Bretagna. E poco importava se quelle imbarcazioni sarebbero state costruite per portare morte e disperazione altrove. Perché tuffarci per salvare la nostra vita, quando potremmo tuffarci per raccogliere perle?

Appunto. E se non è una delle 10 canzoni più intelligenti e toccanti di tutti i tempi poco ci manca. Anzi no, lo è. Di sicuro è stato l’apice dei voluttuosi anni Ottanta, qualcosa che è servito per ri-equilibrare l’edonismo frou frou, bastardo e cocainomane che in quell’inizio di decennio stava diffondendosi come un malevolente blob, mentre danzavamo sull’orlo del precipizio, circondati da macerie purulente ancor prima della caduta.

Commovente Shipbuilding, e nessuno mi convincerà mai che esista una versione più bella di quella regalataci dal grande Robert Wyatt, con la sua voce intrisa di miele, elio ed erba appena tagliata.

Eppure l’inclusione tra le 100 di sempre risulta problematica alquanto per un piccolo cavillo tecnico. Non è una cover. O forse sì.

Andiamo con ordine: Elvis Costello ne scrisse soltanto (soltanto??) il testo; fu Clive Langer a sobbarcarsi la difficile traghettatura dello spartito, confezionando una musica quasi vicina a Dio. Sì, Clive Langer, nome che forse ai più dirà nulla, ma che ha il merito d’aver inserito i propri polpastrelli in alcune tra le più belle pagine di pop-rock albionico (One Step Beyond dei Madness, tanto per citarne una) in guisa di produttore. Fu lui a vergare la sommessa linea armonica, lasciando al McManus l’onere dell’invettiva in punta di fioretto. Glielà suonò di straforo ad un party in casa di Nick Lowe, il resto è storia o soltanto ‘Il più bel testo che io abbia mai scritto’; come ebbe subito a dire King Elvis appena s’accorse di quale rivoluzione avesse contribuito a forgiare. Ad ogni modo era un’ostia che solo Robert Wyatt avrebbe potuto ingurgitare, facendone verbo e singolo; Langer e Costello lo sapevano, come sapevano che prima o poi quella brezza che spira da Nord forgiata su pochi accordi sarebbe tornata a casa. Così fece, e trovò asilo nell’ottimo Punch The Clock.

Cover, dunque? O originale conto terzi? Poco importa, dinanzi a cotanto senno. A me Shipbuilding fa uno strano, stranissimo effetto. Mi riporta a vecchie memorie novembrine, ai profumi del negozio di barbiere qualche uggioso sabato pomeriggio in quegli – altrettanto uggiosi – anni Ottanta; l’odore di quel gel per capelli vecchia maniera così penetrante ed evocativo. Shipbuilding – e il timbro vocale di Robert Wyatt – riesce a farmi affiorare dei dejà vu profondi quanto una seduta d’ipnosi: le feste al buio in rari week end solitari (subito dopo il barbiere di cui sopra), il colore delle foglie lungo un viale che resiste ancora, immutabile.

Mi tornano in mente vecchi numeri del New Musical Express dove tutti ci chiedevamo quanto potesse essere bello il mondo se, in una classifica piena di bei visetti, ci fosse stato posto anche per un vecchio barbuto in sedia a rotelle che era stato ostracizzato dai produttori di Top Of The Pops (mentre la canzone sfondava la Top 40) a causa della sua menomazione.

Shipbuilding racchiude in pochi minuti i miei ‘altri anni Ottanta’, tutta la parte dell’iceberg sonoro che sta sotto il pelo dell’acqua, a sorreggere quel cocuzzolo che affiora. Mi tornano in mente pure i Crass di Yes Sir, I Will, sfuocati telegiornali RAI nel quale si dibatteva l’insensatezza di una guerra stupidamente fallica, dichiarata per un grumo di scogli sui quali manco ci pagherei l’ICI, fossero di mia proprietà.

La prima guerra mediatica, quella delle Falklands (sì, ok, chiamatele pure Malvinas), guarnita da stupidi nazionalismi e da un ultimo rantolo della dittatura Argentina del Generale Galtieri; tre stupidissimi mesi di scaramucce tra due governi ottusi, privi di scrupoli tanto da mandare i propri ragazzi a combattere per del muschio sul quale si era incapaci persino a dare un nome. Falklands o Malvinas? Poco importa davanti a 255 morti britannici e 649 perdite di parte argentina. Poco importa, davvero.

Si mossero in molti, per denunciare la follia di una guerra simile, non ultimi i Dire Straits di Brothers In Arms e i Pink Floyd di Get Your Filthy Hands Off My Desert (da The Final Cut) con il verso ‘Brezhnev ha preso l’Afghanistan, Begin ha preso Beirut, Galtieri ha preso la bandiera inglese. E Maggie, un giorno dopo pranzo, ha preso un incrociatore, con tutti quelli a bordo. Evidentemente per costringerlo a farsela restituire’.

A pareggiare i conti arrivò, qualche anno dopo, la mano fatata del Diego Armando. Perché tuffarci per salvare la nostra vita, quando potremmo tuffarci per raccogliere perle? Già, perché?

L’hanno rifatta anche: Hue & Cry, Tasmin Archer, Suede, Graham Coxon

ELVIS COSTELLO – Punch The Clock (LP, F-Beat, 1983)
ROBERT WYATT – Shipbuilding (7”, Rough Trade, 1982)

4 commenti

  1. Una meraviglia di canzone, una delle più belle dei vituperati anni ’80.


  2. It’s just a rumour that was spread around town…un sabato sera casalingo in questa infinta coda d’estate,così afosa per il corpo eppur lontana dallo scaldare il cuore..ritrovarsi davanti a facebook in cerca di nulla perché nulla è quello che normalmente si trova,invece..invece al giro di boa di quell’improbabile quanto assolutamente necessaria impresa delle 100 cover version il Ns Michele scende il jolly..ne ha tutta la natura Shipbulding,nel suo non essere cover (la versione di Wyatt) ed esserla contemporaneamente (la versione di Costello)..strano gioco del destino che a volte incrocia l’arte alla storia e diviene storia in sé …mi attirano le parole,mi stringono verso il monitor rievocando memorie e pensieri e mi lasciano senza scampo:DEVO alzarmi e prendere entrambi i cd,ascoltare le due Shipbuilding..no..è una di quelle volte in cui non ci si può accontentare di ascoltare musica da un computer..anzi se fossi meno pigro dovrei prendere i vinili…With all the will in the world/diving for dear life/when we could be diving for pearls….e nella classifica delle 10 canzoni più toccanti ed intelligenti di tutti i tempi Shipbuilding c’è DUE volte,in entrambe le versioni,degne entrambe della statura di capolavoro..gemelle inseparabili ma indipendenti.Alla voce che sa “d’erba appena tagliata”di Robert Wyatt che emette delle frequenze che sembrano volerci stringere al collo per l’intensità,Elvis Costello risponde facendosi aiutare dalla tromba di Chet Baker che distilla inconsapevole mozziconi e cicchetti di leggenda.
    Grazie Michele per aver trasformato un annoiato giretto in rete in una navigazione (rigorosamente a vela)in quel mare che si ha spesso paura di affrontare:i ricordi.


  3. Questo è uno dei tuoi più bei post di sempre!
    Forse anche perchè questa canzone è veramente tra le più belle di ogni epoca.
    Enrico


  4. Troppa grazia Signori. Ringrazio.



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