h1

55) School’s Out (Alice Cooper) by 45 Grave

31 luglio 2011

Cosa ti serve quando hai 12 anni, ti piace il rock and roll e vuoi scandalizzare l’intera scuola senza aver bisogno di disegnare pentacoli, inciderti le braccia con una lametta, sputare sul crocifisso o sgozzare galline in aula magna?

Alice Cooper, ecco cosa ti serve!

O, perlomeno, serviva in quei fumiganti anni Settanta, soltanto un attimo prima che il carrozzone punk imboccasse l’alta velocità. Era un fumettone il buon Vincent Fournier, ma di quelli disegnati bene e senza sbavature d’inchiostro su carta da due lire.

Era l’uomo che molti anni dopo avrà a dire riguardo Marilyn Manson ‘ehi, mi sembra d’averlo già visto quello’, usando una signorilità innata per far comprendere a Brian Warner e noi tutti come quel maledetto pret à porter non avesse inventato nulla, nonostante proclami choc e luciferine movenze; e anzi parecchia della sua merce derivasse proprio dal grandguignolesco spettacolo che nei primi anni Settanta il signor Cooper portava in giro per i palchi di tutto il mondo, con quegli occhi bistrati di nero, innocentemente paurosi.

Alice fu unico. Unico nello scegliersi un look eccentrico e sufficientemente agghiacciante senza mai sfociare in biechi esoterismi o travalicare il lecito, conscio che la sua carriera ne avrebbe risentito; fu unico nel portare l’hard rock ad un livello digeribile a tutti, senza prendersi sul serio e sottolineando sempre come – il suo – fosse intrattenimento, senza demagogie.

Fu unico in mille modi diversi, fu l’anello mancante tra Screaming Lord Sutch e i Prodigy, un lungo luna park di trattenuti brividi che – come i Kiss – dispensava emozioni a buon mercato ad una foltissima platea di adolescenti, lungi dall’essere smaliziati.

Alice Cooper inventò l’industria del divertimento spiccio applicata al rock, mutuandola da qualcosa che stava nella sua testa, e quel qualcosa aveva fattezze a metà strada tra un cartone animato in bianco e nero e un fumettone pulp, tra un circo di finti freaks e uno spettacolo televisivo demenziale, tra i Monkees e il serial killer Son Of Sam.

Meno roccioso degli AC/DC ma più divertente dei Led Zeppelin, e senza tirare in ballo giudizi squisitamente musicali. Durò pochissimo il suo periodo aureo ma servì eccome, servì come invisibile filo conduttore che univa Vincent Crane a Arthur Brown passando per Alex Harvey e il Batcave, e sono sicuro che nemmeno i Ramones (cos’era Rock And Roll High School, se non la risposta a School’s Out?), i Dictators o qualche borbottìo punk a stelle strisce sia rimasto immune in gioventù.

Di sicuro gran parte dell’hard rock più caciarone e massiccio deve ad Alice Cooper più di quanto abbia mai ammesso, dai Van Halen ai Motley Crue passando per quei Guns N’ Roses che lo vorranno addirittura ospite in Use Your Illusion.

Ma sarebbe riduttivo e anche storicamente falso legare il nome del signor Vincent Damon Fournier a quello dei suoi seguaci, spesso non così intelligenti ed ironici nell’affrontare le paraphernalia rock giocandoci appresso.

Aveva di più Alice (nome preso – si mormora – da una strega bruciata a Salem), molto di più, immensamente di più se andava a scomodarsi nientemeno che Frank Zappa per dare fiducia a quello strano e giovane personaggio proveniente dalle fila dei Nazz, banda che qualche enciclopedia rock ancora ricorda e se persino l’immenso Salvador Dalì volle omaggiarlo con una scultura olografica.

La storia è breve e tutta in discesa: dopo un primo album di assestamento (Pretties For You) gli anni Settanta cominciano con la Cooper mania: Love It To Death (1971), Killer (1971) e appunto School’s Out (1972) diventano campioni di vendite, la band è un perfetto meccanismo, un parco di divertimenti rock dal sapore grandguignolesco e teatrale, una macchina d’intrattenimento con pochi eguali nel panorama coevo.

Cooper, con l’aiuto del produttore Bob Ezrin, di Glen Buxton (chitarra), Michael Bruce (organo), Dennis Dunaway (basso) e Neal Smith (batteria) imprime velocità al suo personale castello delle streghe hard rock, è il periodo di lunghi ed instancabili tour dal tutto esaurito, imperniati su spargimenti di sangue, pitoni (veri), ghigliottine, squartamenti di bambole e un innocuo senso del macabro che non fatica a trovare i soliti – innumerevoli – detrattori.

Le accuse di satanismo e di deviazione morale degli adolescenti hanno quale risultato un incremento delle vendite ed un seguito massiccio degli stessi che tocca il culmine con Welcome To My Nightmare (1975), poi qualcosa – già irrimediabilmente incrinato dalla decisione di silurare la band per una carriera solista – si rompe: alcolismo e un mutato atteggiamento del pubblico (e del rock) lascia Cooper in panne alla ricerca di una nuova miscela da proporre.

Da lì sarà una onesta manovalanza e un declino sonoro, superato da parecchi degli artisti per i quali era stato un faro. Mr. Fournier a 63 anni è ancora oggi in giro sui palchi di mezzo mondo, pronto ancora una volta a scindere l’arte dalla propria vita di tranquillo giocatore di golf e accanito lettore di Dylan Dog.

Lo ricordo ospite ad una puntata del Muppet Show (freak tra i freaks) ed è così che mi piacerà per sempre ricordarlo: un divertentissimo equivoco, un giocoliere che non ha mai rischiato, un cartone animato irriverente, un giullare anti stress esattamente a metà tra Rob Zombie e Meat Loaf.

Resta School’s Out a ricordarci la grandezza del musicista, pochi minuti di gioiosa (e catartica) depravazione rock and roll ancora oggi usata in qualsiasi scuola di lingua inglese per festeggiare la fine dell’anno scolastico.

L’hanno rifatta anche: The Donnas, Krokus, The Sensational Alex Harvey Band, Alien Sex Fiend, Soul Asylum, Toyah, GWAR, Hello, Dave Mustaine

ALICE COOPER – School’s Out (7”, Warner, 1972)
45 GRAVE – Partytime (12”, Enigma, 1984)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: