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85) You Really Got Me (The Kinks) by Silicon Teens

4 marzo 2011

Vi stupite ancora per le truffe del Rock and Roll? Non credo, anzi penso che siate smaliziati abbastanza per discernere con precisione le varie faccende pop che ad intervalli regolari vi capitano sotto tiro: dai Monkees in poi, passando per i Milli Vanilli di turno, ne avrete già viste ed ascoltate troppe per non comprendere che Marilyn Manson è soltanto la declinazione con appena un filo di phard di Paperoga o che i Radiohead hanno dovuto imbracciare le chitarre per necessità prima di finire privi di vista in qualche istituto per onanisti.

Per non parlare dell’invasione delle varie boy band o di quelle veline pop tutto seno (pardon: tette) e coreografie che da almeno una dozzina d’anni hanno intossicato il mercato e i nostri padiglioni auricolari. Con grave danno di entrambi.

Avrete capito anche che tutto quel rhythm and blues mulatto che ci spacciano da ormai quasi tre lustri, ha poco ritmo e nessun blues dentro, e che – alla resa dei conti – è soltanto musica per suonerie, nonostante gli imperiosi proclami e le nostre orecchie sempre meno avvezze alla buona musica.

Ergo nemmeno i Silicon Teens strapperanno moti di stupore doveste approcciarli oggi – magari scusati dalla carta d’identità – forse giusto qualche sorrisino compiaciuto verso l’idea (ingenua assai, ma al tempo abbastanza punzecchiante) di una band fantasma inventata a tavolino da Daniel Miller (boss della Mute Records) e poi pubblicizzata come ottuso quartetto (Jacki, Darryl, Paul e Diane) di 60es pop convertito all’elettronica.

Freddi, algidi, pronti a prendere per i fondelli in una manciata di riletture il rock and roll tutto per un qualcosa che stava in un freddo guado tra i Puffi e i Cabaret Voltaire con un Bontempi da tre ottave di estensione. I Monkees seduti sull’Atari. Con buona pace dei Teenage Riot.

Giusto due righe a piè di pagina di qualche enciclopedia rock per quel manifesto scioccherello zeppo di rifacimenti chiamato Music For Parties, unico parto della compagine e anticipatore di tutto il bailamme synth pop che da lì sarebbe andato a dipanarsi. Disco sempliciotto abbastanza per abbinare saltelli Depeche Mode della prima ora al nulla spinto in 14 brani spruzzati di gluCASIO. Poi via senza perdere tempo.

You Really Got Me viene resa sempliciotta quanto uno sguardo di Forrest Gump, piallata in ogni asperità e cosparsa di un condimento colesterolico che guardava tanto ai Chicory Tip quanto ad un ignaro futuro che avrebbe figliato Denim, Go-Kart Mozart e venefiche suonerie da cellulari assortite. Stupidamente geniale dunque, un cartone animato che mai avrebbe potuto competere con la – più o meno – coeva rilettura che ne stavano dando i Van Halen (sì, ne sono conscio, è la migliore); ma laddove i rockers si genuflettevano pedissequamente all’originale flettendo i muscoli, Miller voleva scientemente creare nausea indotta da troppi zuccheri, forse a controbilanciare le urticanti abrasioni – una sbucciatura industrial ancora troppo fresca – dell’altra sua estemporanea creatura: i Normal di Warm Leatherette.

Eppure, come sovente accade, fu una stupidità che pagò. Magari non in termini precipuamente economici (fu un lavoro che acquisì visibilità col passare del tempo), piuttosto in quelli strettamente musicali dacchè i Silicon Teens andavano veramente a ridurre ai minimi termini alcuni caposaldi del rock, azzerandoli dietro due note sintetiche e alcune linee melodiche dalla pochezza sotto vuoto spinto.

L’Uovo di Colombo, o – più semplicemente – come avrebbe disegnato Salvador Dalì se gli fossero state mozzate le mani e i baffi. Tra tutte le revisioni contenute in Music For Parties fu proprio l’anthem dei Kinks a sollevare maggiori obiezioni, dimostrando – come sovente accade – che Miller aveva colto nel giusto in questo suo decostruttivismo pop.

Liquidare un capolavoro come You Really Got Me in una frettolosa resa costruita su tastiere di seconda mano, approssimative melodie e un incedere svogliato buono per qualche sigla tv del primo pomeriggio parve delitto di lesa maestà. L’Invincibile Armada chiamata Kinks non meritava questo, si disse, non senza qualche barlume di ragione, visto che la banda di Ray Davies fu praticamente l’unica scialuppa a scampare dal naufragio susseguente alla terribile tempesta del 1977.

Ma tutto era possibile, in quei perigliosi giorni, e dunque ancor di più che si potesse urlare al mondo che ‘il re è morto viva il re’, magari giocando sull’assonanza fonetica tra King e Kinks. Come che sia, e per quanto ironico possa apparire, si è più vicini ai Devo (a dei cinici e menefreghisti Devo privati dell’amigdala) che ai bei compitini dei primevi Depeche Mode; e quindi Music For Parties sì, ma non troppo se è vero che nemmeno la neonata scena synth pop appena ingravidata da Visage e Human League era disposta ad accogliere a braccia aperte la creatura di Miller.

Troppo ostici in quei fraseggi spezzati, in quei ritmi ingenui, in quel febbrile elevarsi di bpm per trovare asilo o uno straccio di pubblico in neonate disco dove Buggles e Tainted Love stavano facendo man bassa di plebisciti. Col senno di poi dei Polysics messi in candeggina e lasciati asciugare in favore di vento nei pressi di qualche centrale nucleare, dove un luna park serviva zucchero filato radioattivo.

Non rimaneva più niente della You Really Got Me originaria, della faccia da Lafayette (il cane ottuso degli Aristogatti) di Ray Davies, dei germi hard rock di quella favolosa compagine chiamata Kinks, da sempre abituata a coniugare melodia a rumore in un matrimonio litigioso ma pieno d’affetto.
E allora God Save The Teens.

L’hanno rifatta anche: The Blizzards, I 4 Califfi, Mott The Hoople, Skid Row, Robert Palmer, Van Halen, 13th Floor Elevators, Dalek I Love You, Oingo Boingo, Sly & The Family Stone, The Smithereens, Iggy Pop, Small Faces, Toots & The Maytals, Robots In Disguise, London Symphony Orchestra, The Lords Of The New Church

THE KINKS – You Really Got Me (7”, Pye, 1964)
SILICON TEENS – Music For Parties (Lp, Mute, 1980)

2 commenti

  1. Do you post your own remixes anywhere, especially the ones which aren’t on MySpace or SoundCloud? I’m collecting your remixes and can’t find a lot of them anywhere.


  2. Ouch, sorry mate. Write me please at vitosatan@alice.it
    Cheers



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